Pesca al calamaro traina

La traina ai calamari è una tecnica di pesca che interessa un cefalopode molto amato dai cultori del crepuscolo e della stagione invernale. Prima di approfondire l’azione di pesca e gli strumenti più utili per catturare questa preda scopriamo qualcosa in più su questo mollusco.

I calamari si trovano prevalentemente in alto mare. Tuttavia a partire dalla stagione autunnale cominciano ad avvicinarsi alla costa insediandosi tra le praterie di posidonia e lungo le coste rocciose. Si distribuiscono così in pochi metri d’acqua e perciò sono più facili da catturare

Cosa mangiano i calamari?

Questi cefalopodi si cibano di pesci, crostacei e anche molluschi. Poiché ha abitudini notturne è necessario avere l’abbigliamento tecnico da pesca così da resistere alle temperature più rigide. Inoltre, per poter praticare la traina ai calamari con successo occorre avere i giusti attrezzi.

In questo articolo vediamo quali sono gli strumenti per insidiare questo cefalopode a traina e come si svolge l’azione di pesca.

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Come fare la traina al calamaro?

Sono diverse le tecniche di pesca grazie alle quali insidiare il calamaro, ma quella più efficace durante la stagione invernale è la traina. Grazie all’utilizzo di un ecoscandaglio infatti avrai la possibilità di sondare i fondali a caccia dei cugini dei totani.

L’azione si svolge su un’imbarcazione su cui collocare due o tre canne. La velocità dipende dalla profondità in cui si trova l’esemplare. Ad ogni modo consigliamo di trainare a una velocità compresa tra i 1.8 e i 2.3 nodi. Quando il calamaro si fionda sull’esca, lascia che termini le sue energie prima di tirarlo su.

Ricapitolando e aggiungendo alcuni consigli importanti:

  • L’assetto consigliato è di 3 canne, ma se sei alle prime armi inizia con una sola
  • Non dimenticare di applicare uno starlight sulla cima dele tue canne, così ti renderai subito conto delle abboccate
  • Non avere fretta nel tirare su la preda per non rischiare che slami
  • Il calamaro predilige i cambiamenti di luce: esci quando fa buio o quando albeggia

Vediamo ora quali sono gli strumenti per pescare calamari dalla barca.

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Qual è la montatura per la traina al calamaro?

Il primo passo per padroneggiare la tecnica della pesca ai calamari a traina è quello di costruire la corretta montatura. Stiamo parlando del giusto assemblaggio di lenza, galleggiante, piombatura, girella e artificiale con paletta tenendo presente una serie di fattori, tra cui:

  1. quanto è profondo il fondale;
  2. se c’è corrente;
  3. quali esche vogliamo utilizzare.

Nel caso dei calamari, le condizioni perfette per la loro pesca avvengono nel periodo anticiclonico, quindi quando il mare è calmo e la pressione è alta. Per l’impresa andremo a posizionare due o tre lenze e ognuna avrà quattro o cinque artificiali. È molto importante essere organizzati con il trenino di artificiali, per evitare che la lenza si aggrovigli.

Per la montatura è fondamentale posizionare le esche nel posto giusto. Infatti, la profondità di esercizio normalmente è di 8-10 metri fino ai 20-25 metri e per far sì che le esche arrivino a quella profondità dobbiamo utilizzare un affondatore. Dobbiamo cioè utilizzare un piombo, da 100, 200 o 500 grammi.

Abbiamo però un problema, perché quando trainiamo un’esca e un piombo da mezzo chilo, e il calamaro lo mangia, succede che la frizione non parte. Rischiamo quindi di avere un calamaro allamato senza accorgercene. Ecco perché abbiamo bisogno di un affondatore idrodinamico.

Tuttavia, ci sono degli stimmer economici che non riescono a reggere l’artificiale. Essi infatti emergono risultando praticamente inutili. Pertanto, se non vogliamo acquistare un affondatore top di gamma, dobbiamo ricorrere a uno stratagemma.

Un piccolo trucco per pescare i calamari a traina

Lo schema della traina è basilare e inizia proprio dalla nostra barca da cui far scendere una lenza di circa 20 metri. Dopodiché installeremo un piombo guardiano direttamente sulla lenza o alla prima girella del pre-terminale.

La presenza del piombo ci permette di scendere a profondità più importanti dove sono presenti guglie rocciose. Ricordiamo che questo tipo di fondale è perfetto per la traina ai calamari dalla barca poiché è qui che troveremo una maggiore concentrazione di prede. Inoltre, il piombo guardiano è particolarmente sensibile al cefalopode, così ti renderai subito conto della sua presenza.

Di seguito approfondiamo il discorso degli strumenti da pesca per praticare questa splendida disciplina.

Le migliori attrezzature per la pesca ai calamari a traina

Per la traina notturna a caccia di calamari ti servirà un’attrezzatura all’altezza dell’impresa. Occorrerà avere anzitutto una canna con una terminalistica adeguata prediligendo il fluorocarbon, date le sue eccezionali qualità. Intanto non assorbe l’umidità e ciò lo rende un filo morbido e resistente alla trazione. In più resiste meglio ai nodi rispetto al nylon.

Scegli poi un terminale con uno spessore tra i 0.30 e 0.35 e una lunghezza tra i 3.5 e i 4 metri.

La preparazione della lenza è un rituale studiato nei minimi dettagli. Difatti, questo tipo di tecnica prevede:

  • la presenza di più lenze, circa due o tre, in base alle dimensioni della barca e della bravura del pescatore;
  • diversi tipi di artificiali disposti sulla lenza così da insidiare il cefalopode a diverse altezze;
  • l’utilizzo di canne da traina costiera leggere, di circa due o tre metri di lunghezza. L’importante è fare in modo che la sua azione non laceri i tentacoli dei calamari in fuga. La potenza deve essere tra i 40 e gli 80 grammi e una velocità di traino tra 1,5 e 2 nodi.

I pescatori con più esperienza utilizzano anche quattro lenze contemporaneamente. Per ogni lenza si utilizzano differenti piombature, in modo tale da affondare a più livelli.

Anche il mulinello da traina vuole la sua parte. In buona sostanza, e semplificando molto, abbiamo la bobina fissa e i ruotanti. Si tratta di attrezzature studiate per specifiche tipologie di pesca.

La bobina fissa è ideale per riavvolgere più velocemente il filo e tirare su prede leggere. Invece, i ruotanti sono in grado di imbobinare grandi metraggi di filo. In ogni caso, la soluzione è quella di utilizzare un mulinello in grado di sostenere l’affondatore e trainare il calamaro senza perderlo durante la risalita.

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