La pesca allo scorfano è un’esperienza tanto affascinante quanto ricca di sfide.
Questo pesce marino, appartenente alla famiglia degli Scorpaenidae e chiamato anche “cappone”, si distingue per le sue caratteristiche fisiche uniche: occhi grandi, una bocca pronunciata e una testa coperta da creste spinose. Non solo il suo aspetto lo rende facilmente riconoscibile, ma anche le sue spine velenose, che sebbene possano causare dolore e gonfiore, non sono pericolose in modo eccessivo.
Per un pescatore neofita, conoscere le abitudini alimentari dello scorfano è fondamentale. Le sue esche preferite includono:
- Pesciolino (vacchetta/sciarrano)
- Gamberetti
- Vermi da pesca
- Pezzi di polpo
- Seppia
- Totano
In questo articolo, esploreremo le tecniche più efficaci per catturare lo scorfano, le attrezzature più adatte e i migliori luoghi dove andare a pesca.
SOMMARIO
- Cosa sapere prima di andare a pesca dello scorfano?
- Quando si pesca lo scorfano?
- Come si fa a pescare gli scorfani?
- Quanto è velenoso lo scorfano?
- Che succede se ti punge uno scorfano?
Cosa sapere prima di andare a pesca dello scorfano?
Lo scorfano rosso (Scorpaena scrofa) è la più grande tra le varie specie di scorfano presenti nelle nostre acque, e si distingue per la sua morfologia unica.
Come anticipato, il suo corpo ovale e affusolato, con una testa grande ricoperta da creste spinose e appendici dermiche, lo rende facilmente riconoscibile. Inoltre, la sua colorazione può variare, ma di solito è di un rosso intenso, con sfumature che vanno dal marrone al giallastro, il che gli permette di mimetizzarsi efficacemente nei fondali rocciosi.
Per pescare lo scorfano, è importante conoscere anche le sue abitudini alimentari. Si tratta infatti di un carnivoro vorace, che si nutre principalmente di pesci, crostacei e molluschi. Si trova generalmente a profondità che variano dai 20 ai 200 metri, in fondali misti tra rocce e fango, ed è particolarmente sedentario, spesso solitario. Se decidi di cercarlo, la pesca a bolentino è la tecnica più comune, anche se spesso viene catturato accidentalmente durante la pesca di altre specie.
Un altro aspetto importante da tenere a mente è la velenosità dello scorfano: le spine dorsali, specialmente quelle della prima pinna, contengono ghiandole velenifere. Sebbene il veleno non sia letale, le punture possono essere molto dolorose e causare fastidi che durano per ore. Per questo, è fondamentale maneggiare lo scorfano con attenzione.
Quando si pesca lo scorfano?
Puoi insidiare il cappone tutto l’anno, ma i periodi migliori vanno da gennaio ad aprile. Durante questi mesi, la specie è più attiva, e quindi le possibilità di cattura aumentano. È importante però sapere dove cercarlo, dato che lo scorfano ha abitudini particolarmente sedentarie e non ama spostarsi frequentemente.
Gli spot migliori per la pesca dello scorfano includono:
- Fondali rocciosi
- Praterie di posidonie
- Fondi fangosi
- Scogliere
Per quanto riguarda l’orario, gli scorfani sono più attivi durante la notte, mentre di giorno tendono a mimetizzarsi sul fondo, grazie alla loro capacità di cambiare tinta. Il loro colore rosso, che si fonde perfettamente con l’ambiente circostante, li rende difficili da individuare durante le ore di luce. In alcuni casi, li puoi trovare anche in tonalità marrone o giallo zolfo, ma sempre con una colorazione che li aiuta a nascondersi.
Ora che sai quando e dove cercarli, nel prossimo paragrafo parleremo delle tecniche più efficaci per catturare questo Scorpaenidae.
Come si fa a pescare gli scorfani?
Non esiste una tecnica specifica per allamare gli scorfani. Tuttavia, possiamo serenamente affermare che esistono delle discipline predilette:
- Bolentino da fondo: si pratica dalla barca ed è ideale per pescare le prede che vivono a partire dai 200 metri di profondità
- Pesca a fondo: in generale tutte le tecniche che prevedono un calamento delle esche sul fondale è ottimo per catturare gli scorfani
- Light Spinning: variante della tecnica di pesca a spinning, si pratica con attrezzature leggere
Inoltre, è possibile realizzare almeno due tipologie di montature a seconda del fondale.
Se si tratta di un fondale sabbioso generalmente il terminale tocca la sabbia, così il pesce che grufola sul fondo può facilmente restare impigliato. La seconda montatura invece prevede l’uso di piombo separato dall’amo che dovrà invece restare poco sopra il fondale. Così distaccata dal fondo, l’esca non si incaglia nelle alghe e nelle rocce.
Quanto è velenoso lo scorfano?
Lo scorfano è un pesce dotato di spine velenose, che possono causare un dolore intenso. Sul dorso, presenta 12 spine velenose, mentre sul ventre (nella pinna anale) ci sono 3 spine velenose. La puntura è particolarmente dolorosa quando il pesce è ancora vivo, poiché la tossina è più attiva. Tuttavia, dopo che lo scorfano è morto, le tossine cominciano a inibire la loro azione, e la puntura di un esemplare morto da qualche ora è praticamente innocua.
Che succede se ti punge uno scorfano?
Secondo il documento “Come prevenire e curare le intossicazioni da animali velenosi dell’area mediterranea”, se ti punge uno scorfano, il dolore può essere molto intenso, quasi lancinante.
Questo succede soprattutto quando si calpesta accidentalmente il pesce in acqua bassa. Il veleno dello scorfano, pur essendo simile a quello del pesce pietra, è meno pericoloso, ma può causare un dolore che persiste per giorni, con gonfiore e arrossamento nella zona colpita. In alcuni casi, il dolore può essere così forte da causare una breve perdita di coscienza, ma non provoca danni al cuore o abbassamenti di pressione.
La cura principale consiste nell’immersione della parte colpita in acqua molto calda per almeno 30 minuti. Il calore aiuta a neutralizzare la tossina, alleviando il dolore. Inoltre, è importante disinfettare la ferita e rimuovere eventuali frammenti di spine rimasti nella pelle. Se il dolore è insopportabile, si possono usare antidolorifici e farmaci come cortisonici o antistaminici, sempre sotto consiglio medico. In alcuni casi, potrebbe essere necessaria anche una profilassi antitetanica.
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