Pescare a feeder: tecnica e attrezzature

Pescare a feeder offre un’esperienza coinvolgente e gratificante.

Originatasi come evoluzione del ledgering, la pesca a feeder si è affermata come una delle tecniche più versatili e gratificanti, sia in acque dolci che in mare. Le ragioni di questo successo sono molteplici:

  1. la sua adattabilità a una vasta gamma di contesti, dalla pesca nelle acque dolci dei fiumi ai porti e alle scogliere marine;
  2. l’incremento della pescosità grazie alla presentazione dell’esca e della pastura a breve distanza;
  3. la semplicità delle montature, che pur essendo elementari, garantiscono risultati estremamente soddisfacenti.

Attraverso l’uso di un piombo-pasturatore, comunemente chiamato feeder, riempito con pastura, pellet o bigattini, puoi catturare una varietà di pesci, tra cui carpe, tinche e carassi, che frequentano il fondo e si dimostrano particolarmente combattivi e divertenti da pescare.

In questa guida completa alla pesca a feeder, esploreremo insieme le sue fondamenta, scoprendo come realizzare montature efficaci, scegliere le pasture e selezionare i feeder più adatti. Continua a leggere.

SOMMARIO

Che significa pesca a feeder?

La pesca a feeder è una pratica che ha radici antiche, proveniente dall’ambiente anglosassone e introdottasi in Italia dagli anni ’80, guadagnando rapidamente popolarità per la sua efficacia e relativa semplicità d’esecuzione. È una tecnica versatile, adatta sia alle acque dolci che a quelle salate, che si concentra sulla presentazione dell’esca e sulla pasturazione nelle vicinanze. Utilizza un piombo-pasturatore, detto feeder, che viene riempito con pastura, bigattini o entrambi, consentendo di attirare i pesci che si nutrono sul fondo.

Questo metodo ha numerosi vantaggi che lo rendono così amato ed apprezzato:

  • Innanzitutto, la sua versatilità: può essere praticato in una varietà di ambienti, come fiumi, laghi, porti, dighe e scogliere, offrendo sempre buone opportunità di cattura
  • E poi la presentazione dell’esca a breve distanza dal piombo-pasturatore che aumenta notevolmente le probabilità di successo, rendendo la pesca più efficace e gratificante

La tecnica è particolarmente popolare durante la primavera e l’estate, quando i pesci che si cibano sul fondo sono più attivi. È un’attività che offre emozioni forti e una sensazione di connessione con la natura, soprattutto quando ci si trova a combattere con carpe, tinche, carassi ed altri pesci di fondo, noti per la loro vivacità e resistenza.

Cosa pescare a feeder?

Nei mari e nei litorali, avrai l’opportunità di catturare una varietà di pesci, tra cui cefali di diverse specie come muggini comuni, bosega, cefalo dorato e cefalo verzelata. Questi pesci, noti per la loro tendenza a muoversi sul fondo in cerca di cibo, offrono eccitanti sfide e gratificazioni per i pescatori a feeder.

Inoltre, avrai l’opportunità di catturare orate e spigole, altre due specie comuni che popolano le acque costiere e marine. Infatti, questi pesci, anche loro abituali frequentatori del fondo marino, offrono una resistenza notevole e richiedono abilità e pazienza da parte del pescatore. La varietà di specie che puoi pescare a feeder ti assicura un’esperienza dinamica e avvincente ogni volta.

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Dove si pesca con il feeder?

Puoi praticare questa tecnica in diversi spot. Vediamone alcuni:

  1. Laghi Naturali: offrono spesso ottime opportunità per la pesca a feeder. Luoghi come il campo gara di Omegna sul Lago d’Orta, con profondità di 25-30 metri, sono ideali per catture eccezionali. Fai però attenzione alle sponde, specialmente in laghi prealpini come il Lago di Como o il Lago Maggiore, dove lo scalino può essere tagliente e aumentare il rischio di incagliare il pasturatore
  2. Canali: sia quelli naturali che cementificati, sono ottimi spot per pescate comode e soddisfacenti. Dall’Agro Pontino nel Lazio ai canali della pianura padana, come quelli lombardi, emiliani o veneti, avrai numerose opzioni tra cui scegliere. Qui potrai trovare specie ittiche come carpe, carassi e breme, a seconda della regione
  3. Fiumi: l’ambiente naturale per eccellenza della pesca a feeder è il fiume. Qui, avrai l’opportunità di sfidare barbi, cavedani e pighi in acque correnti. Assicurati di essere ben attrezzato con canne da 13-14 piedi e attrezzi robusti in grado di gestire pesi fino a 200 grammi, specialmente se ti avventuri in zone di forte corrente

Come pescare a feeder in mare?

Scogliere naturali con fondali sabbiosi, dighe artificiali con frangiflutti, foci dei fiumi e ambienti portuali sono spot ideali per questa pratica. Evita ambienti rocciosi ricchi di incagli. Concentrati invece su zone con fondali liberi da ostacoli, preferibilmente composti da sabbia o melma.

Le specie ittiche che popolano queste acque marine, come cefali, orate e spigole, tendono a muoversi sul fondo alla ricerca di cibo, rendendo essenziale l’utilizzo di attrezzature specifiche. Per iniziare, quindi, assicurati di avere:

  • una canna da feeder adatta, lunga tra i 3,60 e i 3,90 metri, con una potenza che varia dai 30 ai 60/70 grammi, in grado di lanciare pasturatori a diverse distanze;
  • mulinello di taglia media, come i 3.000/4.000/5.000, con una buona riserva di filo e bobine larghe che consentano lanci ampi;
  • un guadino lungo almeno 4 metri e un supporto per la punta della canna.

Infine, la scelta tra treppiedi e feeder rod rest dipende dalle tue preferenze personali e dalle condizioni in cui pescherai, seduto su un panchetto o in piedi. L’importante è avere un supporto stabile per la canna che ti consenta di mantenere il controllo durante la pesca.

Pesca feeder in lago: cosa sapere?

Prima di tutto, prendi in considerazione la profondità e il tipo di sponda del lago in cui stai pescando. Spot con una profondità di 25-30 metri offrono ottime opportunità di cattura. Ad ogni modo, fai attenzione alle sponde, specialmente nei laghi prealpini dove gli scalini possono essere taglienti e aumentare il rischio di tagliare il filo o incagliare il pasturatore.

Preferisci spot con fondali che degradano in modo graduale, per ridurre i rischi associati alle sponde taglienti. Se incontri fondali coperti da alghe o ciottoli, fai attenzione: possono nascondere l’esca ai pesci o danneggiare il tuo terminale. Prima di iniziare la sessione, quindi, esegui una buona esplorazione del fondale per evitare inconvenienti durante la pesca.

Inoltre, informati sulle condizioni stagionali che possono influenzare l’ambiente di pesca, come la presenza di alghe nei mesi primaverili. Se il fondale è coperto da uno strato di alghe, per esempio, potresti dover fare i conti con la difficoltà di nascondere l’esca ai pesci. In casi estremi, potresti persino considerare di interrompere la sessione e tornare a casa.

Quali montature per la pesca con feeder?

Ecco tre delle montature più comuni e efficaci da tenere in considerazione:

  • Montatura con Anti-Tangle: è la più utilizzata e versatile. Include un anti-tangle, un dispositivo in plastica che previene i grovigli causati dal pasturatore, posizionato sulla lenza madre e fermato sulla girella prima del terminale. Il terminale, lungo tra i 20 e i 50 centimetri, determina la sensibilità durante la fase di mangiata. Un terminale corto è più rigido e diretto, mentre uno lungo appare più naturale agli occhi del pesce
  • Running-Rig: permette al feeder di muoversi liberamente sulla lenza tramite una girella gommata con moschettone interno. È ideale per pesci sospettosi e si adatta bene con terminali corti, generalmente tra i 20 e i 30 centimetri. Ottima anche per la pesca con pasturatori che rilasciano lentamente la pastura sul fondo, come gli open end feeder
  • Helicopter Rig: questo sistema chiude la lenza con il pasturatore a perdere, mentre il terminale è bloccato da un apposito sistema sul trave. L’Helicopter Rig permette all’esca di rimanere sollevata anziché poggiare sul fondo, rendendola un’alternativa efficace per la cattura di carpe, tinche e altri pesci che popolano le acque dolci

Anche se ci sono altre opzioni più complesse che prevedono l’uso di trecce o powergum, queste tre sono tra le più affidabili e utilizzate dai pescatori esperti.

Quanti tipi di pasturatore conosci per la tecnica feeder?

H diverse opzioni tra cui optare, ognuna con caratteristiche uniche per soddisfare le tue esigenze di pesca. Di seguito vediamo i principali:

  1. Method Feeder: è completamente aperto e solitamente utilizzato per comprimere sfarinati o pellet di piccole dimensioni tramite uno stampo. La sua struttura permette una dispersione graduale della pastura, attirando i pesci senza diffonderla troppo rapidamente
  2. Pellet Feeder: ha una forma più contenitiva, ideale per ospitare pellet o pasture inumidite che formano un tappo superficiale. Questo tipo di pasturatore rilascia gradualmente la pastura, mantenendo un’area di alimentazione efficace per un periodo prolungato
  3. Block-End Feeder: sono cilindrici e chiusi alle estremità, con fori sui lati per il rilascio della pastura. La loro struttura sigillata permette di mantenere la pastura all’interno fino al momento del rilascio, garantendo così una distribuzione controllata e precisa
  4. Open-End Feeder: sono aperti alle estremità, facilitando la dispersione della pastura una volta in acqua. Anche se richiedono solitamente una pastura inumidita per essere contenuti efficacemente, sono ottimi per la pesca in acque più agitate dove è necessario un rilascio rapido della pastura
  5. Cage Feeder: questa particolare tipologia di open-end feeder ha una struttura a gabbia, che permette una dispersione ancora più veloce della pastura. Ideali per situazioni in cui è necessario un rilascio rapido e uniforme della pastura per attirare i pesci

Ogni tipo di pasturatore ha i suoi vantaggi e può essere adattato alle condizioni specifiche del luogo di pesca e alle tue preferenze personali. Ora che conosci i feeder, vediamo cosa metterci dentro.

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Le migliori pasture per pescare a feeder

In passato, le pasture tradizionali venivano adattate per l’uso nel pasturatore, bagnandole leggermente per renderle più idonee. Tuttavia, nel tempo, sono state sviluppate pasture specificamente progettate per la pesca a feeder, con una meccanica diversa che si disgrega nel pasturatore al momento opportuno e con l’aggiunta di aromi specifici.

Oggi sul mercato è possibile trovare una varietà di pasture da feeder, ognuna con le sue caratteristiche uniche:

  • Gialle: realizzate con un composto a base di pastoncino giallo e panettone
  • Alla fragola: dal colore rosa e aromatizzate alla fragola
  • Alla betaina: di colore verde con un sapore dolciastro
  • Nere per acque fredde: caratterizzate da una grana particolarmente sottile e un’alta concentrazione di farine di pesce
  • All’halibut: di colore grigio scuro e con una base di farina di pesce

Oltre alle pasture, è possibile poi utilizzare una varietà di esche con gli sfarinati. Gli anellidi, per esempio, possono essere efficaci in alcune situazioni, ma esistono anche altre esche che offrono risultati simili e una maggiore durata di conservazione.

Scegliere la giusta combinazione di pasture ed esche è fondamentale per attirare i pesci e massimizzare le possibilità di successo. Ricorda di adattare la tua scelta in base alle condizioni stagionali e al tipo di pesca che intendi praticare, per ottenere i migliori risultati possibili.

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