Barchino divergente: come si usa e tecnica di pesca

Il barchino divergente è uno strumento che veniva utilizzato fin dai tempi più antichi per pescare sulla spiaggia. La caratteristica principale di questa tecnica consiste nel fare lunghe passeggiate sulla rena guidando questo banchetto con una lenza.

Con il tempo e a seconda della costa in cui viene realizzato, il barchino prende il nome di cascitta, panchetto, scannetto, carroccio, spigolara, zatterino. Certamente ci saranno altri appellativi che ci sono sfuggiti, ma la sostanza è sempre la stessa.

Lo zatterino divergente, infatti, è uno degli strumenti più utilizzati in passato per la pesca alla traina dalla spiaggia. Costruire il barchino da pesca non è affatto difficile, ma il prezzo che trovi nei negozi specializzati è comunque accessibile e puoi scegliere quello che preferisci.

Generalmente, la pesca con barchino divergente nasce per insidiare le prede che pattugliano il sottocosta. Stiamo parlando di pesci quali:

  1. Spigola;
  2. Serra;
  3. Barracuda;
  4. Lampuga;
  5. Riccioletta.

Questa tecnica, quindi, è efficace per catturare qualsiasi predatore che nuota sul fondale, tra i gradini di risacca.

In questo articolo ci occuperemo della pesca con barchino, qual è il suo funzionamento e quali esche utilizzare per insidiare le nostre prede. Continua a leggere.

Barchino divergente: com’è fatto?

Il barchino è un piccolo catamarano in legno costituito da due derive di misura differente. Questo banchetto viene lasciato andare alla deriva mentre il pescatore, camminando sulla spiaggia, lo guida con una lenza.

Generalmente lo scannetto è costituito da una forma e da un numero di elementi standard che, però, possono trovare delle varianti a seconda delle necessità e dell’esperienza di chi lo realizza.

Gli elementi base del barchino sono:

  • 2 derive: una più piccola, da esporre verso la riva mentre trainiamo, la più grand, invece, è rivolta verso il mare aperto;
  • 2 traversine che collegano le derive;
  • 1 barra sulla deriva piccola cui sarà agganciato il trave con un moschettone o un cerchietto di acciaio;
  • 1 contrappeso sulla deriva più grande, perché il barchino non si ribalti.

Vuoi sapere come funziona il panchetto? Continua a leggere per scoprirlo.

Pesca con il barchino: come funziona?

Il principio di funzionamento del barchino è molto semplice.

Una volta agganciata la lenza al maniglino oppure all’occhiello, in caso ne avesse uno, il pescatore lascia che il barchino divergente dirotti verso il mare aperto.

La lenza comincia ad andare in tensione, creando una particolare angolazione di trazione che permette al carroccio di allontanarsi rapidamente dalla riva. Il pescatore non deve fare altro che camminare sulla spiaggia in modo lento e con qualche pausa.

Questo andamento risulterà irresistibile alla preda che, una volta catturata, sarà trainata fino a terra per essere slamata. Terminata questa operazione si lascia nuovamente il barchino divergere verso il largo.

Per ricapitolare, le azioni da seguire sono:

  1. Aggancia la lenza all’occhiello con un moschettone;
  2. Distendi la lenza sulla spiaggia;
  3. Posiziona il barchino sulla battigia e in direzione del mare;
  4. Lascia che la spigolara raggiunga il largo;
  5. Passeggia e attendi che il pesce abbocchi.

Nel prossimo paragrafo approfondiamo il discorso delle esche artificiali da usare per il barchino.

Barchino divergente: quali sono le esche da usare?

Le esche utilizzate per pescare con il barchino divergente sono quelle artificiali, da scegliere in diverse colorazioni, formati e grandezze. Il consiglio è quello di provare sempre nuove esche per capire quali sono quelle più adatte per lo spot in cui vogliamo pescare.

Inoltre, bisogna ricordare che queste esche lavorano al di sotto del pelo dell’acqua e, quindi, necessitano di piombini e affondatori. E ciò espone il barchino al rischio di incagli su fondali rocciosi o popolosi di alghe.

Perciò si consiglia di utilizzare affondatori e piombi quando il fondale è sabbioso e privo di detriti e rocce.

Oltre agli artificiali, è possibile utilizzare anche esche naturali, quali

  • Tranci di pesce;
  • Striscioline di calamaro;
  • Anellidi.

Naturalmente l’importante è saperle montare e mantenerle ben salde alla lenza.

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