La pesca a traina è una delle tecniche più affascinanti e dinamiche per gli appassionati di pesca sportiva.
A differenza della pesca a bolentino, che si pratica da fermo, la traina si svolge mentre la barca è in movimento, con l’esca che segue il percorso della nave. Questa tecnica ti permette di insidiare alcuni dei pesci predatori più ricercati del mare, utilizzando sia esche artificiali che esche vive.
Continua a leggere se vuoi sapere come pescare a traina.
SOMMARIO
- Cos’è la pesca con la traina?
- Traina leggera: tecnica e attrezzature
- Pescare a traina d’altura: come si fa e cosa serve
- Che pesce si pesca a traina?
- Quali sono gli orari migliori per la traina?
- Che esca usare per la traina?
Cos’è la pesca con la traina?
La traina è un tipo di pesca sportiva che si pratica in barca. Il suo nome deriva proprio dal fatto che l’azione di pesca si attua trainando le esche, come se fossero piccoli pesci che scappano nella corrente. Questa tecnica si distingue in tre branche:
- Piccola traina, praticata lungo la costa per insidiare spigole, sgombri, lecce stella, lampughe, piccoli dentici e altri pesci
- Media traina, ideale per la pesca a traino al calamaro e tonni tra il mezzo chilo e il chilogrammo
- Trana d’altura, ovvero la traina veloce, che si effettua lontani dalla costiera, in mare aperto e a profondità superiori ai 150 metri
Noi ci occuperemo della di quella costiera, chiamata anche pesca traina leggera, una delle discipline più praticate dagli sportivi e dagli amatori della pesca.
Anche questa particolare tecnica di pesca sportiva necessita di un’imbarcazione da cui calare le lenze. Infatti, le canne vengono predisposte a poppa, così da trainare le lenze con il moto dell’imbarcazione.
Affinché sia “piccola” la pesca da traina necessita di imbarcazioni di ridotte dimensioni, non superiori ai 12 metri e che pescano entro le 12 miglia dalla costa.
Questo tipo di pesca necessita del talento dei pescatori e delle sue attrezzature. Vediamo quali sono.
Traina leggera: tecnica e attrezzature
Puoi andare a pescare a traina tutto l’anno, generalmente entro le 5 miglia nautiche dalla costa, insidiando un’ampia varietà di predatori di taglia media.
Generalmente, la navigazione avviene a una velocità compresa tra i 3 e i 5 nodi su fondali che variano dai -10 ai -50 metri. In questo modo, puoi ottenere ottimi risultati senza dover affrontare difficoltà tecniche eccessive. Infatti, la pesca a traina leggera ti consente di calare contemporaneamente più lenze a profondità diverse, creando l’illusione di un piccolo branco di pesci in fuga, un’esca irresistibile per i predatori più aggressivi.
Per ottenere il massimo da questa tecnica, devi scegliere l’attrezzatura giusta. Le canne per la traina leggera devono essere maneggevoli, ma anche robuste. I modelli più indicati hanno un fusto in carbonio, monopezzo o in due sezioni, con una lunghezza che varia tra i 160 e i 220 cm. Poiché dovrai gestire combattimenti con pesci di diverse dimensioni, è fondamentale che la canna sia abbastanza flessibile per assorbire gli strattoni, ma al contempo sufficientemente resistente per garantire un buon controllo.
Il mulinello, che si posiziona nella parte superiore del fusto, deve essere a tamburo e dotato di una frizione performante, in grado di regolare con precisione sia il rilascio dell’esca che la fase di recupero del pesce.
Anche la scelta della lenza è determinante. Per la traina sotto costa, le lenze di diametro medio rappresentano il giusto compromesso tra resistenza e discrezione, evitando di insospettire la preda.
Pescare a traina d’altura: come si fa e cosa serve
La traina d’altura si pratica in acque aperte e profonde, spesso a diversi chilometri dalla costa. Richiede, pertanto, imbarcazioni adatte e affidabili, attrezzature specifiche e strumentazioni di bordo adeguate ad affrontare al meglio anche le situazioni più impegnative. Si svolge di solito a una velocità compresa tra i 6 e gli 8 nodi e consente di calare anche più di 5 lenze contemporaneamente, con montature sia affioranti che calate anche a diverse decine di metri di profondità.
Le canne sono robuste, tra le 30 e le 50 libbre, capaci di gestire esche pesanti e di resistere alla lotta con grandi pesci. I mulinelli devono avere una grande capacità di lenza e un sistema di frizione potente e affidabile, per gestire al meglio le lunghe corse dei pesci pelagici. Lenze trecciate, spesse e resistenti sono indispensabili per resistere al peso e alla forza del pesce.
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Che pesce si pesca a traina?
Quando ti lanci in una sessione di pesca a traino, le possibilità di cattura variano a seconda delle tecniche e delle acque che esplori. Se peschi in prossimità della costa, puoi aspettarti di trovare pesci come occhiate, sugherelli, aguglie e tracine. Questi predatori più piccoli sono molto attivi, perciò sono ideali per allenare la tua abilità di pesca.
Se invece cerchi una sfida maggiore, potresti imbattersi in prede più grandi, come tombarelli, sgombri, palamite, spigole, dentici e ricciole, che rappresentano una vera gioia per il pescatore sportivo grazie alla loro resistenza.
Per le acque più profonde, la traina d’altura ti permetterà di affrontare le specie più combattive, come alalunghe, alletterati, lampughe e tonni rossi, fino ad arrivare a esemplari più grandi come il tonno gigante o il pesce spada. Queste prede offrono emozioni forti, con battaglie che possono durare ore.
Non dimenticare la traina veloce, la tecnica che punta su pesci rapidi come i tonnetti rossi, che si spostano in branco e possono superare i 50 kg, o le lampughe, pesci dalle spettacolari tonalità gialle e blu, che possono pesare fino a 15 kg.
Ogni cattura diventa un’opportunità per confrontarti con le meraviglie del mare. Perciò, con la giusta tecnica e pazienza, le possibilità sono infinite.
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Quali sono gli orari migliori per la traina?
Le ore migliori per la pesca al traino sono quelle subito dopo l’alba, quando le acque sono ancora tranquille e i pesci sono più attivi. Infatti, nelle prime 3-4 ore della mattina, le condizioni sono ideali: la luce è ancora soft e i pesci si trovano a cacciare vicino alla superficie. Perciò, se vuoi sfruttare al massimo questa finestra temporale, assicurati di essere in mare prima dell’alba.
Anche il tramonto rappresenta un momento d’oro per la traina: la luce si abbassa e l’attività dei pesci aumenta. È il momento in cui molte specie si avvicinano a riva. Se decidi di uscire nel tardo pomeriggio, dovrai essere pronto a sfruttare le ultime ore di luce, che sono cruciali per ottenere ottimi risultati.
Che esca usare per la traina?
Ogni tipo di esca riproduce un movimento o un comportamento di pesce in fuga, stimolando così l’istinto predatorio dei pesci che vuoi insidiare. Ecco una guida per selezionare l’esca ideale per la tua sessione di traina:
- Piume semplici: perfette insidiare specie costiere come occhiate, aguglie, sgombri e sugarelli. Possono essere montate con ami di misura variabile (tra il 16 e il 10) e sono particolarmente efficaci quando i pelagici si avvicinano alla costa
- Cucchiaini: con il loro movimento ondulante e irregolare, i cucchiaini imitano un pesciolino in difficoltà. Sono ottimi per spigole, occhiate e aguglie. L’uso di un piombo montato o in linea è consigliato, soprattutto in acque profonde, per evitare incagli
- Minnows: questi artificiali riproducono il nuoto vibrante di un pesce esca, un movimento che attira predatori. Scegli minnows con colorazioni che richiamano la fauna locale, zavorrati con un piombo per mantenere il movimento naturale
Per una maggiore efficacia, puoi usare esche vive come sardine o calamari per attrarre prede come la spigola o la ricciola.
Se vuoi approfondire ulteriormente le tecniche di pesca a traino e scoprire altri consigli utili, non perderti gli articoli sul blog di GEMA Pesca e Sport. E se è arrivato il momento di rinnovare la tua attrezzatura, visita il nostro negozio online per trovare tutto il necessario per una pesca di successo.

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