La pesca al sarago è una delle attività più apprezzate dai pescatori sportivi in Italia, in particolare nelle acque del Mediterraneo e del Tirreno, tra cui le splendide isole di Sardegna e Sicilia. Questo pesce, versatile e presente in vari habitat, si presta a diverse tecniche di pesca, permettendo di scegliere tra una vasta gamma di scenari, che spaziano dalle coste rocciose ai fondali sabbiosi.
Conoscere le sue abitudini è fondamentale per un’ottima pescata. Predilige infatti i fondali ricchi di cibo e si trova in abbondanza nei porti, nelle scogliere e nelle profondità, ma non è raro trovarlo anche in acque più tranquille. Per ottenere i migliori risultati, bisogna quindi pescare al momento giusto, ovvero al calar del sole o all’alba, quando cioè è più attivo nella ricerca di cibo.
Le tecniche per catturarlo sono molteplici, dal surfcasting alla pesca in barca, fino alla pesca da scogliera con canna bolognese. Scopriamo insieme come mettere in pratica le migliori tecniche per pescare il sarago.
SOMMARIO
- Pesca al sarago: introduzione alla specie
- Quali specie di saraghi trovare quando si va a pesca?
- Come pescare i saraghi?
- Pescare saraghi a drifting
- Quali attrezzature da pesca a drifting per insidiare il sarago
- Pescare il sarago con la bolognese
- Montatura bolognese per la pesca del sarago
- Pesca ai saraghi a fondo
- Montature per insidiare il sarago con la pesca a fondo
- Le migliori esche per saraghi
- 10 consigli da non perdere sulla pesca ai saraghi
Pesca al sarago: introduzione alla specie
Il sarago o Diplodus è un pesce osseo che, come le orate, i dantici o le occhiate, appartiene alla famiglia degli sparidi.
Abita principalmente i fondali rocciosi, preferendo anfratti e buchi dove si può nascondere in tutta tranquillità, rimanendo in questi rifugi per lunghi periodi. Tuttavia, quando arriva il momento del “pranzo”, esce alla ricerca di cibo, ma solo quando le condizioni sono favorevoli.
Vediamo alcune caratteristiche fondamentali di questa specie:
- come anticipato, il sarago abita fondali rocciosi e sabbiosi, ma predilige le zone con scogli sommersi e rocce ricoperte di molluschi e crostacei;
- è un cacciatore onnivoro, che segue prevalentemente l’olfatto per localizzare il cibo. Apprezza cozze, vermi e gamberetti, ma non disdegna altri tipi di prede;
- è più attivo quando il mare è mosso, con correnti forti che favoriscono la dispersione degli odori e attirano il sarago verso le zone esposte alle onde;
- di giorno, tende a rimanere nascosto, mentre di notte può essere più facilmente avvistato vicino al suo rifugio;
- il sarago maggiore ha un corpo ovale e compresso lateralmente, con una testa grande e una livrea grigio argentata, caratterizzata da bande scure trasversali.
Queste informazioni ti aiuteranno a capire meglio il comportamento del sarago e a adattare le tue tecniche di pesca per ottenere i migliori risultati. La sua capacità di mimetizzarsi e di essere particolarmente attivo in certe condizioni ti stimolerà a esplorare il mare con maggiore curiosità e pazienza.
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Quali specie di saraghi trovare quando si va a pesca?
Prima di scoprire quali sono le tecniche per la pesca ai saraghi, ti sarà sicuramente utile conoscere le varie specie che appartengono allo stesso genere di pesce. Nel mondo ce ne sono diversi, ma noi ci occuperemo soltanto di quelli che abitano il Mar Mediterraneo:
- Sparaglione, Sparlotto: è un piccolo sarago le cui dimensioni arrivano di rado a 25 cm di lunghezza. Ci ciba di alghe, crostacei e anellidi
- Maggiore: può superare i 2Kg di peso e raggiungere i 45 cm di lunghezza. Ama le tane e le insenature tra le rocce. Quando il mare è mosso però si trasferisce sui fondali sabbiosi per grufolare sul fondo
- Pizzuto: abita i fondali rocciosi e si ciba di piccoli invertebrati, alghe e molluschi. È un pesce solitario e può arrivare fino a 50 metri di profondità
- Fasciato: il suo nome deriva dalla caratteristica livrea con due fasce nere, una dietro la testa, l’altra all’inizio della coda. Ama vivere in branco e può raggiungere i 40 cm di lunghezza. Il suo cibo ideale sono i molluschi e i crostacei
- Faraone, Sarago Reale: presente nel Mediterraneo, ma molto raro, il Reale si ciba di crostacei, alghe e invertebrati. La sua caratteristica principale sono le numerose fasce larghe che si alternano su tutto il corpo
Come vedi, questo sparide si presenta in diversi modi. Saperli riconoscere e scegliere la giusta attrezzatura per catturarli è fondamentale per un risultato soddisfacente. Infatti, questi pesci sono abili nuotatori e possono sprigionare una forza eccezionali, alla stregua dei cefali o delle orate.
Ma quali sono le tecniche per pescare saraghi? Continua a leggere per conoscere le discipline più praticate per catturare questo pesce osseo.
Come pescare i saraghi?
Esistono vari metodi, ognuno con le sue peculiarità. Ecco alcune delle tecniche più efficaci:
- Pesca a fondo: ideale per insidiare il sarago che si nutre principalmente a fondo
- Pesca a bolentino: ottima per chi preferisce pescare dalla barca a motore fermo, con esche naturali come il bigattino o la cozza
- Pesca con il drifting: una tecnica che sfrutta la corrente per attirare il sarago a grandi distanze dalla barca
- Pesca con la bolognese: sfrutta canne lunghe e montature spallinate per insidiare i saraghi dalle scogliere
In ogni tecnica, l’obiettivo è sempre lo stesso: saper leggere il comportamento dello sparide e adattare la propria attrezzatura di conseguenza.
Nel prossimo paragrafo, esploreremo più in dettaglio ciascuna di queste tecniche, per darti tutti gli strumenti per diventare un vero esperto nella pesca al sarago.
Pescare saraghi a drifting
l drifting è una tecnica affascinante e versatile che permette di insidiare i saraghi con grande efficacia. La chiave del successo in questa disciplina è la creazione di una scia di odori e sapori in grado di attrarre i pesci da lontano. Un’arte che ben si adatta agli sparidi, particolarmente sospettosi e combattivi.
La pesca a drifting si pratica su fondali misti, dove sabbia e scogli si alternano a posidonie, in acque profonde tra i 12 e i 30 metri. È importante scegliere spot ricchi di corrente, come calette, spiagge o frangiflutti, che favoriscano la pasturazione continua e l’inganno dei saraghi. La tecnica prevede l’uso di esche semplici, come le sarde, in grado di stimolare l’interesse di questi pesci pregiati.
La pesca può avvenire durante il giorno, preferibilmente con cielo nuvoloso e acqua torbida, con i saraghi più attivi nelle fasi di alta marea e subito dopo. La costanza nella pasturazione è fondamentale, ma attenzione a non saziare troppo i pesci.
LEGGI ANCHE: Pesca con la sardina: una breve guida
Quali attrezzature da pesca a drifting per insidiare il sarago
Ecco cosa non può mancare nel tuo assetto di pesca:
- Canne: lunghe tra i 3,50 e i 5 metri, con una sensibilità elevata
- Mulinelli: modelli 4500-5500, con capacità adeguata per gestire il nylon
- Nylon: di tipo dicroico, con diametro 0,22-0,24 mm per una buona resistenza
- Terminale: preferibilmente in fluorocarbon da 0,22 a 0,26 mm, per una maggiore invisibilità
- Ami: di tipo occhiello, con curva ampia, preferibilmente n° 2 o 4 a seconda delle dimensioni dell’esca
- Piombi: zavorre morbide, spaccate a palline, con peso variabile fino a 5 gr, per gestire la piombatura in base alla corrente
Con queste attrezzature, sarai pronto a lanciarti nella pesca a drifting e a insidiare i saraghi con successo.
Pescare il sarago con la bolognese
La pesca del sarago con la bolognese è un’esperienza che unisce la passione per il mare alla ricerca di una preda astuta e combattiva.
Immagina di trovarti su una scogliera, con il vento che ti sferza il volto e il suono delle onde che si infrangono sulla roccia: è un ambiente unico, dove il sarago, un pesce potente e curioso, si aggira tra fondali rocciosi e melmosi. La canna bolognese, lunga e precisa, ti permetterà di gestire al meglio le fughe del pesce, mentre il mulinello e il terminale sapranno rispondere alla forza del sarago.
La scelta dell’esca e della pasturazione diventa essenziale per catturare i saraghi. I bigattini sono perfetti, mentre la pastura bianca, ricca di formaggio e aglio, attirerà i saraghi verso il tuo punto di pesca. Con un po’ di pazienza e una buona tecnica, il sarago non tarderà a farsi vedere.
Montatura bolognese per la pesca del sarago
Vediamo quale montatura e attrezzatura ti serve per insidiare questo sparide a bolognese:
- Canna bolognese (7 metri, con punta progressiva)
- Mulinello (con monofilo da 0,16-0,18)
- Terminale (0,12-0,14, lunghezza 1 metro)
- Galleggianti (da 2-4 grammi)
- Amo (n° 12-16, gambo corto)
- Bigattini (da innescare a bandiera)
- Pastura bianca (ricca di formaggio e aglio)
A seconda delle condizioni del mare, puoi scegliere tra due tipi di montatura: una con spallinata equidistante per acque calme e una con spallinata a scalare per fondali mosso.
In entrambi i casi, l’importante è mantenere una pasturazione costante per attirare il sarago e farlo rimanere nella zona di pesca.
Pesca ai saraghi a fondo
La pesca a fondo ai saraghi è una delle tecniche più emozionanti e gratificanti, praticata in fondali misti, dove la sabbia incontra le rocce sommerse.
L’ideale è pescare dopo una mareggiata, quando il mare si calma e i saraghi si avvicinano alla ricerca di cibo. La tecnica consiste nel posizionare l’esca sul fondo. La canna da pesca da utilizzare è lunga, generalmente tra i 4 e i 5 metri, mentre il mulinello deve essere abbastanza capiente per contenere circa 200 metri di nylon.
La cattura di questo pesce osseo è un’esperienza emozionante: il pesce, una volta attaccato l’amo, fa sentire il suo arrivo con una “sfrizionata”, che richiede una ferrata decisa. Per avere successo, bisogna conoscere bene le zone da esplorare e come presentare l’esca in modo naturale.
Montature per insidiare il sarago con la pesca a fondo
L’attrezzatura per insidiare il sarago con la PAF prevede:
- Canna da pesca: lunghezza 4-5 metri, con un’azione di punta/media per garantire sensibilità e potenza
- Mulinello: dimensioni 3000-4000, con una buona capacità di recupero e sistema di frenata
- Nylon: diametro tra 0,25 e 0,30 mm, resistente e capace di gestire le forze del pesce
- Piombo scorrevole: a forma di sfera, permette alla lenza di scorrere facilmente, riducendo la resistenza durante la presa
- Asole girevoli e moschettoni: utilizzati per evitare torsioni nel filo e consentire movimenti più fluidi
- Esche: vermi marini, gamberetti, cozze o molluschi per attrarre il sarago
- Amo: di dimensioni 5-8, bronzato, adatto per esche naturali
- Accessori vari: pinze per lenza, forbici, e un secchio per conservare l’esca
Ora che sai quali sono le migliori strumentazioni per insidiare questo pesce osseo a seconda della tecnica scelta, vediamo quali sono le esche infallibili per catturare il sarago.
Le migliori esche per saraghi
Quando si tratta di catturare il sarago, è fondamentale scegliere esche che rispondano alle sue preferenze e alla necessità di evitare danni ai piccoli esemplari. Ecco alcune delle esche più efficaci:
- Cannolicchio: è senza dubbio una delle esche più popolari. Seppur facilmente “consumabile” dai pesci più piccoli, offre un’ottima attrattiva per i saraghi di taglia maggiore, soprattutto quando il mare è mosso
- Seppia: un’altra esca molto valida, resistente e allettante per i saraghi. Si può usare sia da sola che in combinazione con altre esche per aumentarne l’efficacia
- Bibi: un’ottima scelta per esche più piccole, ma quando combinato con il cannolicchio o la seppia, può davvero fare la differenza
- Mini sardina: perfetta per un innesco semplice, che talvolta può risultare molto interessante, soprattutto nei giorni di mare calmo
- Fasolare: sebbene sia preferito come piatto da gustare, il fasolare può essere un’ottima esca per attirare saraghi più grandi
In generale, evitare l’uso di vermi come l’arenicola o il coreano è una scelta saggia, non solo per garantire un’esca più efficace, ma anche per tutelare l’ambiente e rispettare le taglie minime dei pesci. Infine, non dimenticare di variare l’innesco, magari combinando il morbido con il “duro”, come la striscia di seppia con il cannolicchio.
LEGGI ANCHE: Come innescare il bibi senza farlo scoppiare
10 consigli da non perdere sulla pesca ai saraghi
Concludiamo questo approfondimento con alcuni consigli infallibili che ti aiuteranno a insidiare questo sparide con grande soddisfazione:
- Il sarago ama l’acqua turbolenta e ossigenata, quindi pesca migliore con mare mosso
- Se il mare è calmo, prova a pescare di notte su fondali rocciosi o vicino a tane
- Le esche più efficaci per il sarago sono il bibi, la cozza sgusciata, l’americano e, talvolta, il filetto di sardina
- Fai attenzione ai denti affilati del sarago che possono tagliare terminali più spessi, ma accade raramente
- Le coste rocciose e le spiagge con fondale misto sono ottimi luoghi per la pesca al sarago
- Se prendi un grosso sarago in un determinato punto, torna lì: è probabile che ce ne siano altri
- Sulle spiagge battute dalle onde, i saraghi si spostano in branchi. Catturato il primo, sbrigati a pescare gli altri
- La mangiata del sarago è violenta e decisa, un’abboccata che non lascia dubbi
- Se peschi su fondali rocciosi, se il sarago si rifugia in un anfratto, recuperarlo diventa molto difficile
- Se esci in barca, usa palamiti leggeri con bibi congelati, calamaretti o oloturie come esca per il sarago
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