pesca occhiate

Oggi parliamo della pesca delle occhiate, un’entusiasmante attività che possiamo praticare in diversi spot e molteplici tecniche. Prima di approfondire questi aspetti però è doveroso fare una premessa circa questo sparide.

L’occhiata, il cui nome scientifico è Oblada melanura, è un pesce che appartiene alla stessa famiglia delle orate, dei saraghi e dei dentici. Sono infatti specie accomunate da una morfologia simile:

  • un’unica pinna dorsale dotata di raggi spinosi;
  • bocca piccola posizionata verso il basso;
  • una robusta dentatura con incisivi evidenti;
  • forma ovale e snella;
  • occhi grandi.

Questo sparide ha poi una livrea argentata e una striscia nera che la percorre lateralmente. Elemento caratteristico dell’occhiata è poi una macchia nera sulla coda, simile a un occhio che la rende subito riconoscibile rispetto agli altri pesci della stessa famiglia.

In questo articolo vedremo quali sono le tecniche più utilizzate per insidiarle, le esche più efficaci per le occhiati e le montature. Iniziamo però a capire dove poterle trovare.

Leggi anche: Pesca all’orata: le migliori canne per insidiare lo sparide

Dove pescare le occhiate?

Pescare le occhiate può essere davvero molto soddisfacente, poiché si tratta di animali gregari e quindi hai maggiori possibilità di catturarne diversi in sequenza. A differenza dei solitari saraghi, infatti, gli sparidi dall’occhio sulla coda vivono in gruppo in profondità non superiori ai 50 metri.

Puoi andare a pesca dell’occhiata in molteplici spot:

  1. da terra;
  2. dai moli;
  3. dagli scogli;
  4. dalla barca.

Questi sparidi nuotano tra fondali rocciosi o ricchi di alghe, ma puoi facilmente trovarli in prossimità delle foci dei fiumi e dei porti. Inoltre, durante la bella stagione, si avvicinano al sotto costa per la riproduzione. Altri spot interessanti sono le scogliere e i frangiflutti artificiali.

Leggi anche: Come si pesca al sarago: guida per principianti

Quali sono le tecniche per le pesca delle occhiate?

Abbiamo visto che puoi andare a pesca di occhiate da terra o dalla barca, ma con quale tecnica? Puoi adoperarne diverse, tra cui ricordiamo:

Le occhiate a Spinning o a light spinning (se le dimensioni del pesce sono ridotte) si catturano con artificiali siliconici, meglio se fluo. Non serve avere un’imbarcazione gigantesca, va bene anche una canoa, se ami vivere a pieno le estati soleggiate.

A Light drifting poi è possibile articolare l’azione di pesca:

  1. su fondali fino a 12 metri di profondità, vicino la costa;
  2. in acque cristalline;
  3. su fondali maggiori, fino a 40 metri dove puoi sfruttare le acque poco chiare.

Infine, c’è il surfcasting, una tecnica che però non ti permette di selezionare la preda. E così è probabile che tiri su muggini, mormore o orate.

Questi sono solo alcuni degli approcci che puoi adottare per insidiare questo sparide. Ora che sai come pescare le occhiate vediamo quale attrezzatura impiegare.

La migliore attrezzatura per pescare le occhiate

A seconda della tecnica utilizzata impiegheremo l’attrezzatura specifica. Tuttavia, ti consigliamo alcuni strumenti che possono essere molto versatili:

  • canne in carbonio lunghe circa 4 metri;
  • mulinelli a tamburo fisso, categoria 050;
  • lenza madre con filo 0,16/0,18 (uso notturno), e uno 0,14/0,16 (per uno ordinario);
  • finale con monofilo 0,08/0,10 oppure dello 0,12;

Per quanto riguarda la montatura per le occhiate, si utilizzano piccole sfere di piombo da 1,5 a 3 grammi. L’approccio è simile a quello utilizzato per catturare i grufolatori, ma invece di pescare sul fondo si solleva a mezz’acqua la lenza.

Qual è l’esca migliore per catturare le occhiate?

Per insidiare questo sparide puoi utilizzare le principali esche vive:

  1. Sardine
  2. Bigattini
  3. Pasta e pane
  4. Gamberetti
  5. Vermi coreani

I primi tre sono i più efficaci dal punto di vista delle catture. A potenziare ulteriormente queste esche c’è poi la pasturazione che richiama tutta la minutaglia e quindi anche le occhiate. Puoi realizzare il brumeggio sia con le sardine macinate che con le classiche pasture realizzate con sfarinati e sarde.

In merito ai bigattini, è necessario innescarne almeno tre sull’amo. La pastura sarà sempre abbondante e realizzata con gli stessi vermi da lanciare con la fionda in prossimità del galleggiante. In alternativa, puoi farli precipitare sotto la barca, se stai pescando con drifting.

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