Vertical Jigging migliore attrezzatura

Il vertical jigging, disciplina giapponese, ha rapidamente conquistato il cuore dei pescatori nel Mar Mediterraneo. La sua dinamicità e precisione sono perfette per insidiare prede come la ricciola, sfidando le acque con una tecnica senza pari.

Questa pratica si svolge a bordo di imbarcazioni, dopo un’attenta analisi del fondale mediante appositi strumenti di scansione. Una volta individuato lo spot ideale, si procede con movimenti verticali dell’artificiale, noto come jig, che dà il nome alla tecnica stessa.

A seconda della profondità e delle dimensioni delle prede, si possono adottare due tipologie di attrezzatura:

  1. Jigging Pesante: per catturare prede come dentici, ricciole e cernie
  2. Jigging Leggero: Più adatto per pesci pelagici, come le palamite

Le migliori condizioni per questa tecnica includono giornate con mare calmo e poco vento, poiché è essenziale mantenere la barca in una posizione stabile.

La scelta del periodo migliore varia a seconda della specie bersaglio, ma generalmente il vertical jigging può essere praticato da aprile a ottobre, con una maggiore concentrazione di attività tra i mesi più caldi.

In questo articolo, esploreremo in dettaglio tutti gli aspetti legati al vertical jigging, dalle tecniche più avanzate ai segreti per una pesca di successo.

SOMMARIO 

Cosa si intende per Vertical Jigging?

Inizialmente accolta con scetticismo, la pesca jigging si è rivelata una vera e propria porta verso l’ignoto. Infatti, rispetto alle tradizionali tecniche di pesca dalla barca, come la traina, questa metodologia si distingue per la sua innovazione e per la capacità di esplorare gli abissi marini, là dove le altre tecniche faticano ad arrivare.

Ma cosa rende così speciale il vertical jigging? Innanzitutto, la profondità. Grazie a questa tecnica infatti i pescatori possono raggiungere i fondali più remoti, catturando predatori che altrimenti resterebbero inaccessibili. Non è però solo una questione di profondità. È un’attività dinamica che richiede costanti aggiustamenti e una certa abilità nel maneggiare gli strumenti di pesca.

Inoltre, a seconda della tecnica utilizzata si adotterà un’attrezzatura pesante o più leggera. Nei prossimi paragrafi vediamo dunque quali sono le principali tecniche di pesca vertical jigging.

Heavy Jigging: la vera essenza del Vertical Jigging

Per affrontare questa emozionante sfida, è fondamentale avere l’attrezzatura adeguata. Parliamo di:

  • canne corte con manici lunghi, capaci di gestire il long jerking per recuperi più ampi o lo short jerking per rapidi e brevi movimenti. La canna deve garantire sia sensibilità che potenza, essenziali per dominare prede di mole considerevole;
  • un mulinello robusto, dotato di recupero veloce, bobina capiente, frizione potente;
  • una lenza, ovvero un trecciato resistente da 50 o addirittura 65 libbre seguito da un shock leader in nylon o fluorocarbon;
  • infine uno o più artificiali: peso, colore e lunghezza del jig dipendono dalla profondità e dalle condizioni del mare.

Una volta preparati, si passa alla fase di pesca vera e propria. La lettura dell’ecoscandaglio e la comprensione dei fondali diventano fondamentali per individuare i punti migliori dove pescare.

Durante il recupero, si alternano jerking e stop-and-go, simulando il movimento di una preda ferita per attirare i predatori. L’occhio è costantemente fisso sullo schermo dell’ecoscandaglio, pronto a cogliere i movimenti dei pesci.

Quando arriva l’attacco, la reazione deve essere tempestiva e decisa, per evitare che il pesce si infili tra le rocce. La lotta può essere intensa, soprattutto con prede come cernie, dentici e ricciole, ma è parte integrante dell’emozione del Heavy Jigging.

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Light Jigging: l’alternativa alla traina e allo spinning

Spesso, navigando non troppo lontano dalla costa, ci imbattiamo nei banchi di pesce azzurro, ma non sempre è facile raggiungerli con le tecniche tradizionali. Qui entra in gioco il Light Jigging, con i suoi artificiali leggeri e capaci di riportare i pesci alla portata delle nostre esche.

Vediamo quali sono le attrezzature per la pesca vertical light:

  1. Anzitutto non è necessario avere una canna specifica da vertical jigging. Puoi infatti optare anche per una canna da spinning che si adatta perfettamente a lanciare jig leggeri sulle mangianze in superficie o a recuperare a fondo i jig un po’ più pesanti, in base alle circostanze
  2. I mulinelli consigliati sono quelli da spinning, nella misura 4000, con trecciato da 20 libbre, ma fino a 30 libbre se ci aspettiamo di incontrare pesci di taglia più consistente
  3. Lo shock leader, anche solo un metro, è consigliato in nylon dello stesso libraggio
  4. I jig più leggeri sono solitamente equipaggiati con un’ancoretta nella parte posteriore. È consigliabile sostituire gli split ring e le ancorette forniti di serie, spesso non affidabili

Anche in assenza di mangianze, gli artificiali possono essere utilizzati efficacemente calandoli verticalmente nei pressi dei branchi di pesci foraggio individuati con l’ecoscandaglio. Questa tecnica può rivelarsi efficace anche in zone morfologicamente interessanti, alla ricerca di predatori come tracine e fragolini.

L’azione di pesca prevede il lancio dell’esca fino sul fondo, seguito da un recupero animato per far muovere l’artificiale attraverso le varie fasce d’acqua. La conclusione del recupero, a meno di sorprese, non dovrebbe essere un problema. Solo i sugarelli possono dimostrarsi più complicati da catturare, a causa della loro particolare bocca a tubo.

la migliore selezione di esche artificiali, anche per la pesca vertical jigging

Quali pesci insidiare con la pesca jigging?

Questa tecnica offre l’opportunità di catturare una varietà di prede marine, alcune delle quali possono sorprendere anche i pescatori più esperti:

  • Ricciole e dentici: sono spesso bersagliati con questa tecnica, grazie alla capacità dell’artificiale di attirarli con un movimento simulato di preda
  • Pagelli e tanute: nonostante di solito si nutrano di anellidi e molluschi, i pagelli e le tanute possono essere attirati dall’artificiale per un attacco teso a eliminare il “nemico”. Sono prede atipiche ma non rare nel vertical jigging
  • Dentici corazzieri e pagri: nel centro-sud e nel sud, i dentici corazzieri e i pagri sono obiettivi ambiti, grazie alla loro potenza e aggressività
  • San pietro, murena, razza e cernia: queste prede si trovano in profondità, ma devi avere un po’ di fortuna nel posizionare l’esca nelle loro vicinanze
  • Gallinella e scorfano: anche se meno frequenti, puoi catturare queste prede con questa tecnica. Il consiglio però è di posizionare l’esca nelle immediate vicinanze dei pesci
  • Lampughe, palamite e ricciole: nella fascia di mezzo fondo, è possibile insidiare queste specie

Avrai quindi notato che sono molteplici le prede che puoi catturare con questa disciplina giapponese. Nel prossimo paragrafo vediamo genericamente quali sono le attrezzature migliori che naturalmente puoi trovare su GEMA Pesca e Sport.

Vertical jigging: quale attrezzatura?

Puoi praticare questa tecnica particolare utilizzando i seguenti strumenti:

  1. Canna da pesca: possono essere in due o tre sezioni e avere una lunghezza che varia da 1,60 a 2,40 metri, offrendo la flessibilità necessaria per diverse condizioni di pesca
  2. Mulinello resistente: opta per modelli con capacità di recupero adeguate e una bobina che possa contenere almeno 300 metri di filo con un diametro di 0,40 mm. Un mulinello da 6000 o 8000 è ideale per il vertical jigging leggero, mentre per le acque più profonde si consiglia un modello da 10000 o più grande
  3. Ecoscandaglio (opzionale): sebbene non indispensabile, un ecoscandaglio può essere davvero molto utile per individuare i punti di pesca migliori. Ovviamente devi saper interpretare correttamente le informazioni fornite dall’ecoscandaglio. Per esempio, la presenza di pesci di piccole dimensioni potrebbe non significare la presenza di predatori.

Un paragrafo a parte meritano gli artificiali che danno il nome a questa disciplina. Continua a leggere se vuoi scoprire quanti tipi di jig puoi trovare sul mercato.

I migliori artificiali per la pesca a jigging

Nel vasto mondo degli artificiali per la pesca a jigging, le opzioni sono ampie, con una varietà di forme, pesi e colori progettati per attirare l’attenzione delle prede e massimizzare le tue possibilità di cattura.

Ecco alcuni dei migliori jig che puoi trovare sul mercato:

  • Kabura jig e tai kabura: questi jig, che assomigliano a piccoli polpi, sono dotati di una testa piombata e tentacoli in silicone. Il loro movimento sul fondo, che solleva una nuvola di sabbia, attira l’interesse dei predatori in modo efficace
  • Inchiku: caratterizzato da una forma allungata e tentacoli in silicone, l’inchiku è un metal jig versatile e amato dai pescatori per la sua capacità di attirare molte specie ittiche
  • Squid jig: con una forma idrodinamica che ricorda un gamberetto e dotato di coroncine, la totanara (squid jig) è un’ottima scelta per catturare cefalopodi e altri pesci predatori. I suoi colori accattivanti e la possibilità di avere una coda luminosa lo rendono particolarmente efficace in acque poco illuminate
  • Tenya: questo jig è caratterizzato da una testa piombata, armata con amo e assist hook con cordino. Il suo movimento imita quello di un piccolo gambero, richiamando l’attenzione delle prede e offrendo una buona probabilità di cattura

Con un po’ di sperimentazione e conoscenza sul comportamento dei pesci, puoi trovare il jig perfetto per ottenere grandi risultati durante le tue sessioni di pesca a jigging.

Domande frequenti

Come si fa il Vertical Jigging?

È una tecnica di pesca praticata principalmente dalla barca o dal gommone, che si concentra sull’utilizzo di un’artificiale chiamato jig, solitamente realizzato in metallo e caratterizzato da una forma allungata. L’azione di pesca si suddivide in diverse fasi:

  1. Calata: dopo aver preparato l’attrezzatura, si cala la lenza fino a toccare il fondale
  2. Jerking: una volta che la lenza è giunta sul fondo, si eseguono movimenti verticali sulla canna simili a rapidi strattoni elastici verso l’alto
  3. Recupero: continuando con movimenti irregolari, si procede al recupero tirando verso l’alto la canna con scatti rapidi, accompagnati da giri di mulinello

Durante l’intero processo, mantieni la canna in posizione verticale e adottare jerkate corte o profonde a seconda della situazione. Questa tecnica giapponese può essere fisicamente impegnativa, ma offre un’esperienza di pesca estremamente entusiasmante.

Cosa si prende con il jig?

Con il jig puoi catturare principalmente ricciole e dentici. Tuttavia, ci sono varianti che consentono di pescare anche specie meno pregiate come scorfani, pagelli, gallinelle e pagri. Inoltre, è possibile fare incontri sorprendenti con pesci inusuali attratti dall’esca artificiale, come tanute, saraghi maggiori, murene, gronchi, trigoni, razze, palamiti, tombarelli, alletterati, lampughe e lanzardi.

Quale mulinello per la pesca a vertical jigging?

Per il Vertical Jigging, i mulinelli devono essere robusti, leggeri e compatto. Per il jigging leggero in fondali meno profondi, si consigliano mulinelli delle dimensioni 6000/7000, mentre per il jigging pesante, con prede di mole considerevole, si preferiscono mulinelli di almeno 8000 o 10000. È fondamentale che il mulinello sia proporzionato all’artificiale e alla canna utilizzata, e che abbia un rapporto di recupero tra 4:1 e 5:1 per movimenti precisi e veloci sul fondale.

Quale canna per la tecnica jigging?

Per il Vertical Jigging, occorrono canne specifiche progettate per sostenere artificiali pesanti, da 50 g a 200 g. Devono essere robuste per resistere allo stress della pesca, ma anche leggere e dotate di una schiena potente per contrastare le fughe delle prede. L’azione deve essere parabolica per garantire una buona sensibilità e la capacità di percepire anche i minimi movimenti dell’esca. Una lunghezza più corta favorisce il controllo durante la battuta di pesca.

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